I BRIGANTI DEL MONTE SERVIN

Dal bel sito Valdesina.it, che vi consiglio di visitare, riproponiamo questa bella leggenda ambientata nella Valle d’Angrogna già pubblicata il 9 giugno 2017

Ciao! La leggenda che vi racconto oggi è ambientata nel territorio di Angrogna, in Val Pellice, e i suoi protagonisti sono un gruppo di briganti e un ragazzo qualunque che per un giorno si è trasformato in un eroe.

La domenica mattina gli angrognini delle varie borgate erano soliti riunirsi al tempio del Serre per assistere al culto. In una di queste occasioni, il bestiame venne affidato a un giovane del posto che lo condusse al pascolo alla Vaccera mentre tutti erano impegnati in chiesa. Il ragazzo cantava spensieratamente a piena voce godendosi la giornata e la solitudine. A un certo punto notò un movimento e da dietro il monte Servin vide sbucare una banda di briganti che si avvicinarono a lui puntando i fucili. A quel punto ebbe un’idea per sfuggire alle grinfie dei briganti: iniziò a dire un sacco di stupidaggini e, fingendosi stralunato, cominciò ad afferrare le canne dei fucili come se fossero inoffensive e a chiedere ai banditi a cosa servissero quel bastoni bucati. Gli uomini credettero di trovarsi davanti a un povero pazzo e, dopo avergli fatto giurare di non dire nulla ad anima viva, lo lasciarono andare e si rifugiarono col bestiame rubato nel bosco della Couloumbira.

Il ragazzo a questo punto non perse tempo e cominciò a correre a rotta di collo verso il tempio del Serre. Attraversò di corsa una borgata e gli abitanti, vedendolo, commentarono la sua gran velocità: «Për anâ, sì qu’anava!» cioè «per andare, sì che andava!», e questa esclamazione diede il nome della borgata Pranà.

Arrivato al tempio entrò con una foga e un’espressione così sconvolta che tutti si girarono a guardarlo esterrefatti e persino il pastore interruppe il sermone. Il ragazzo si avvicinò a un pilastro e disse:

«Të diou a tu, piloun
Ëntënd tu, baroun
Lou bosc dë Couloumbira
É piën ‘d ladroun»

«Lo dico a te, pilastro
Ascolta tu, padrone
il bosco di Couloumbira
è pieno di ladroni!»

Con un altro stratagemma furbissimo, quindi, il ragazzo riuscì così ad avvertire gli abitanti della presenza dei briganti senza rompere il giuramento. I fedeli uscirono subito dal tempio e iniziarono ad armarsi di bastoni, roncole, picconi, pale e zappe, qualsiasi cosa potesse diventare un’arma per difendersi dai briganti. Andarono tutti coraggiosamente incontro ai ladroni e li incontrarono in una località che da allora venne chiamata La Routta (la rotta). Gli angrognini ebbero la meglio sui banditi e riuscirono a riprendersi il bestiame. Mi piace pensare che il coraggioso ragazzo da allora sia stato trattato come un vero eroe!